Mi trovavo a casa quando  mi giunse da parte del direttore del giornale in cui lavoravo, la brutta notizia del terremoto in Friuli, con la richiesta di un reportage sui luoghi del disastro. Quando giunsi vidi una desolazione inimmaginabile, gente che con le nude mani rimuoveva cumuli di macerie, alla ricerca di superstiti e morti ed altri  intenti a scavare, piangevano, con la speranza di trovare i propri cari ancora vivi. Il primo scatto che feci fù di un'anziano seduto sul letto della sua CASA, se così si poteva ancora chiamare, con gli occhi sbarrati non capendo che, per effetto delle scosse di assestamento quel che restava della sua dimora, poteva crollare del tutto. Riuscii a ridestarlo dal torpore, accompagnandolo poi in un posto sicuro. In quei giorni interminabili continuai a girare per la zona colpita ad aiutare come potevo e con la fidata fotografica a tracolla facendo scatti per immortalarne l'immane tragedia. Le foto crude che vedete in queste pagine non ricordano solo la grave situazione creatasi in quei paesi ma dimostrano anche l'attacamento che la gente del Friuli, forte nello spirito e nell'amore per il proprio territorio, lo abbiano in poco tempo e con tenacia risanato.

 
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